Alla ricerca del se'
agosto/11

Sì. Sì a tutto quello che sorge, sì a tutto quello che arriva. Dire sì all'apparizione dei fenomeni, a ciò che è: non rifiutare il cambiamento permanente creando tensioni e rimozioni inutili. È il cuore dell'insegnamento del maestro di Arnaud Desjardins, Swami Prajnanpad (1891-1974), figura emblematica e difficilmente classificabile al crocevia tra tradizione dell'Advaita Vedanta e apertura alla cultura scientifica dell'Occidente, studioso degli antichi testi sacri della tradizione indiana e uno tra i primi lettori di Freud in India. Salvo qualche lettera agli allievi, nulla ci rimane di questo saggio che non ha scritto, non ha fatto miracoli e non ha fondato scuole, ma solo incarnato nella sua persona la realizzazione dell'essere umano, con una coincidenza perfetta tra parole e vita. Desjardins è l'allievo di Swamiji che più è riuscito a elaborare e far suo l'insegnamento del maestro. In questo libro, in cui risponde in un insieme organico alle questioni più frequenti sollevate dai suoi allievi, tratta i punti centrali della tradizione vedantica in un'ottica che tiene ampiamente conto della ricerca psicoanalitica dell'Occidente sugli stessi temi: la realizzazione del Sé, il funzionamento del mentale, la dinamica del desiderio, il raggiungimento della felicità, la definizione del concetto di realtà, il rapporto tra maestro e discepolo.
Per una morte senza paura
agosto/11

Come si pone ognuno di noi di fronte all'inevitabilità della propria morte? La morte, percepita nella cultura occidentale come qualcosa di estraneo alla vita e liquidata come 'sconfitta estrema della medicina', è in realtà parte della vita stessa. Senza piena accettazione della morte, anzi, non esiste vita vissuta pienamente, ribadiva Desjardins già ne L'audacia di vivere. Viceversa, quanto più si riesce a vivere coscientemente la propria vita, tanto più svanirà la paura della morte, propria e altrui.
Arnaud Desjardins è un maestro occidentale ormai molto noto in tutta Europa. Dopo alcuni anni di studio e ricerca con i gruppi Gurdjieff, si è formato con alcuni grandi maestri della filosofia induista, in particolare con Swami Pra-jnanpad, presso il cui ashram Desjardins ha soggiornato per nove anni. Dopo la morte del suo guru nel 1974 è tornato in Francia per condividere le sue esperienze e assumere a sua volta il ruolo di guida. Riprendendo le modalità classiche dell'insegnamento filosofico e religioso dell'Oriente, e cioè un dialogo aperto, che non segue schemi preordinati, tra maestro e discepolo, vi ha aggiunto l'attenzione per la chiarezza del discorso, caratteristica della cultura francese più classica. Ha scritto numerosi libri, tra cui, apparsi in questa collana, L'audacia di vivere, La via del cuore, Per una morte senza paura.
Il counseling agli adolescenti
novembre/09

Sebbene alcuni adolescenti siano difficili da trattare, il counseling con loro può essere entusiasmante, stimolante e fruttuoso, a condizione che vengano compresi e rispettati alcuni principi fondamentali. In questo libro gli autori forniscono un’introduzione pratica ai principi teorici e alle tecniche da utilizzare nel colloquio di aiuto con gli adolescenti. Il testo è diviso in tre parti: come capire gli adolescenti, che cos’è e come si mette in pratica il counseling proattivo, quali scopi perseguire e quali strategie utilizzare per riuscire nell’intento. Una guida fondamentale per chi vuole lavorare con gli adolescenti in modo più consapevole ed efficace. Kathryn Geldard, psicologa dell’età infantile e della famiglia, collabora con la Queensland University of Technology e ha pubblicato numerosi volumi sul counseling insieme a David Geldard, psicolgo e counselor.
Il corpo non mente
settembre/09

Il corpo sa tutto, il corpo non mente. Questo saggio affascinante ribadisce, sulla scorta della teoria di Alexander Lowen, la centralità del corpo, rispetto all'analisi freudiana classica che privilegia la parola e «mentalizza» i conflitti. Qui l'attenzione si sposta sul soma, sulle sue posture, le tensioni, le rigidità che traggono origine dai disagi del passato e determinano i malesseri e le malattie del futuro. Il corpo non è un contenitore vuoto, ma un luogo capace di esprimere l'identità, anche quella più profonda. È lo spazio in cui si manifestano i segni più vistosi dell'Io come le tracce più sottili dell'Inconscio, la durevole memoria di un passato più o meno felice, più o meno doloroso, in ogni caso mai sepolto. Eppure, proprio oggi, la civiltà dell'immagine, mentre sembra basare tutte le sue ossessioni sulla fisicità, sulla bellezza e sulla salute, ha compiuto una rimozione totale: si è dimenticata - e il paradosso non è casuale - proprio del corpo, della sua forza dirompente di soggetto e lo ha ridotto a oggetto, status symbol o mercé di scambio, logo e non luogo... Quello che ci invitano a compiere gli autori è invece un percorso di scoperta e guarigione per identificare prima e sciogliere poi le «armature» che ingabbiano la nostra energia e le nostre potenzialità, facendoci vivere male. Perché stare bene vuol dire soprattutto percepire energia e gioia nel corpo, sentirsi a proprio agio nella pelle. Ma per ottenere un risultato del genere occorre prima imparare a lasciarsi andare, ritrovare un altro modo di vedere se stessi e gli altri, e riannodare i mille fili che uniscono indissolubilmente la psiche al soma. Un saggio divulgativo con un solidissimo impianto teorico. Una lettura che apre scorci inediti di conoscenza, capace di far entrare in risonanza saperi occidentali e sapienze orientali, rivelando sorprendenti coincidenze e intrecci tra psicanalisi e buddismo.
Counseling
settembre/09

La nostra esistenza è scandita da momenti di passaggio - a volte obbligati, come l'adolescenza, altre volte imprevedibili, come un lutto, un divorzio, una malattia, un conflitto in famiglia o sul lavoro - che possono tradursi in un'improvvisa perdita di equilibrio e orientamento e che non sempre riusciamo ad affrontare da soli. È questa la dimensione in cui opera il counseling. Da non confondersi con la tradizionale e più pervasiva psicoterapia, il suo obiettivo è fornire alla persona in difficoltà una diversa prospettiva della situazione problematica, in modo da far emergere in lei le risorse fisiche, emotive e psicologiche per affrontare e superare autonomamente la crisi. In questo saggio viene presentato e sistematizzato uno specifico modello di counseling, quello di tipo somatorelazionale, nel quale l'empatia, la consapevolezza corporea e i vissuti somatici del counselor e del "cliente" svolgono un ruolo chiave per la costruzione e il successo della relazione d'aiuto e costituiscono una fonte di nutrimento emozionale ed energetico. Prendendo le mosse dalle radici storiche e scientifiche di questo approccio (dalla teoria psicologica di Carl Rogers all'analisi bioenergetica di Alexander Lowen), gli autori arrivano a definire un "nuovo paradigma" operativo per il counselor somatorelazionale ed evidenziano gli assunti fondamentali sui quali si deve basare il suo lavoro.